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IL GIOVANE FAVOLOSO: IL PARADOSSO DI UN UOMO IMMORTALE

Leopardi e Recanati

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IL GIOVANE FAVOLOSO: IL PARADOSSO DI UN UOMO IMMORTALE

Ne Il giovane favoloso il regista Mario Martone ripercorre la vita del poeta e filosofo Giacomo Leopardi, dagli anni della giovinezza, dedicati esclusivamente allo studio, all’età adulta, con i soggiorni a Firenze, Roma e Napoli.

Studio matto e disperatissimo 1 è probabilmente la citazione maggiormente ricordata di Giacomo Leopardi: la fortuna di questa espressione è da ricercare nell’efficacia descrittiva delle parole che il poeta ha scelto per descrivere gli anni della propria formazione. Un apprendimento continuo e inesorabile che gli ha permesso di sviluppare un’erudizione senza precedenti fin dalla tenera età ma che, al contempo, ha vissuto miseramente con ripercussioni indelebili nello spirito e nel corpo.

Le "gabbie" del corpo e dell'ambiente

Il giovane favoloso, infatti, racconta la vita di un personaggio imprigionato.
In primo luogo, il protagonista è ingabbiato in un fisico estremamente fragile, anacronisticamente logorato rispetto alla giovane età. A questo proposito, la scelta del titolo potrebbe suonare quasi ironica, ma si capisce ben presto come sia basata su presupposti ben differenti rispetto al vigore corporeo: la genialità della poetica e la profondità delle riflessioni esistenziali.
L’attore Elio Germano è stato esemplare nel restituire la malinconia complessiva del personaggio mediante la postura deforme, le espressioni facciali sofferenti alternate a momenti di intensa quanto fugace eccitazione per i pochi conforti che il protagonista si concede. Una efficace conferma della transitorietà del piacere, vissuta in prima persona.

Da un altro punto di vista, Leopardi ha subìto perennemente il giogo di un ambiente familiare asfittico, costituito da una madre anaffettiva e da un padre severo e inflessibile. La stessa Recanati, situata nell’allora Stato Pontificio, trasuda bigottismo e rigetto per qualunque idea che si discosti dalla tradizione. Il poeta non nutre sentimenti positivi per la propria città natale, arrivando ad abiurarla e nominando come propria patria l’Italia, la sua lingua e la sua letteratura. Da questo sentimento estremamente moderno per i suoi tempi deriva il desiderio di fuga che lo porterà, finalmente, a visitare i principali centri culturali della penisola2.

La natura, tra sofferenza e ispirazione

Dalla pellicola emergono anche spunti interessanti del rapporto del poeta con la Natura, definita dallo stesso madre di parto e di voler matrigna 3. Ai suoi occhi appare, infatti, come un’entità ambivalente che ha generato tutti gli esseri viventi condannandoli, tuttavia, alla sofferenza. Nel film tale sentimento contrastante viene rappresentato dall’iconica scena in cui Leopardi si scaglia in un’adirata invettiva contro la Natura, accusandola di perseguitare gli uomini.
Ciononostante, i momenti di ispirazione a cui il poeta si abbandona, vengono sempre attribuiti a luoghi o eventi naturali, come accade per il componimento de l’Infinito e La Ginestra. Queste scelta rappresenta un’ulteriore testimonianza della potenza evocativa e suggestiva che l’ambiente naturale ha sempre rappresentato per il filosofo.

Il ritratto che emerge da Il giovane favoloso è un’efficace rappresentazione della complessa figura del Leopardi. È, del resto, lecito chiedersi se la cagionevole salute che ha condannato il poeta ad una vita di sofferenza sia stata decisiva nel plasmare il pessimismo che ha caratterizzato il suo pensiero. Oppure se, al contrario, sia errato attribuire al suo stato quanto invece deriva dal suo intelletto.

Fragile, eppure immortale

In ogni caso, indipendentemente dalla genesi del suo pensiero, Giacomo Leopardi ha rappresentato un punto di svoltanel panorama letterario e filosofico del romanticismo, diventando uno dei vati della cultura italiana. Una figura destinata a imperitura memoria, riuscendo a ottenere il tanto agognato riconoscimento che in vita non raggiunse.

 

Un esito paradossale per il personaggio fragile e cagionevole per antonomasia che, tuttavia, raggiungerà l’immortalità.

1. Lettera a Pietro Giordani, 1818. Clicca qui per un approfondimento circa gli scambi epistolari tra Leopardi e Giordani.

2. Per scoprire il sentimento patriottico di Leopardi,  leggi la lirica All’Italia. A noi piace moltissimo, tanto da sceglierlo per la nostra home page!

3. La ginestra, 1836. Clicca qui per leggere il componimento.